Migliori climatizzatori portatili
Climatizzatore e condizionatore portatile sono lo stesso apparecchio, ma i prodotti venduti come climatizzatori hanno quasi sempre quattro funzioni: raffreddare, deumidificare, ventilare e, con la pompa di calore, riscaldare. Costano da 300 a 800 euro e si giustificano quando l'apparecchio lavora in più stagioni, non solo a luglio. Qui trovi cosa cambia davvero tra le funzioni, quanto costa in bolletta ogni modalità e quale configurazione conviene per casa, ufficio e seconda casa.
In breve
- Uso in più stagioni: prendi la pompa di calore, efficace fino a 5-7 gradi esterni.
- In deumidificazione un 9.000 BTU toglie 20-30 litri al giorno con 0,3-0,5 kW.
- Ufficio o stanza fino a 25 m²: 9.000 BTU e 1,0 kW assorbiti bastano.
- Guarda l'EER prima dei BTU: da 2,6 a 3,1 risparmi il 15% di corrente.
Le funzioni che cambiano la spesa e quelle che restano inutilizzate
1. Quante delle quattro funzioni userai davvero
Raffreddamento e deumidificazione ci sono su ogni modello; ventilazione e riscaldamento no. La sola ventilazione assorbe 40-60 W ed è utile nelle notti sotto i 26 gradi. La pompa di calore aggiunge 80-150 euro al prezzo: se hai termosifoni efficienti quei soldi rendono di più investiti in classe energetica o in silenziosità.
2. Pompa di calore: fino a che temperatura scalda
Le pompe di calore montate sui portatili rendono bene fino a 5-7 gradi esterni; sotto quella soglia la resa cala e i cicli di sbrinamento si allungano. Con 1,1 kW assorbiti restituiscono 2,4-2,8 kW termici, contro il rapporto uno a uno di una stufa elettrica. In ottobre e in aprile è il modo più economico per scaldare una stanza sola.
3. EER e classe energetica prima dei BTU
L'EER dice quanti watt di freddo ottieni per ogni watt assorbito. Passare da 2,6 a 3,1 significa circa il 15% di corrente in meno a parità di potenza frigorifera. Su 400 ore di uso annuo con 1 kW assorbito sono 60 kWh, cioè 15-20 euro. Il divario raddoppia se l'apparecchio lavora anche d'inverno.
4. Deumidificazione: quanta acqua toglie e dove finisce
In modalità deumidificatore un 9.000 BTU estrae 20-30 litri al giorno, più di gran parte degli apparecchi domestici dedicati. L'acqua però va scaricata di continuo: la vaschetta da 1-2 litri si riempie in poche ore. Se ti serve solo controllare l'umidità, consuma meno un deumidificatore portatile dedicato.
5. Comandi, filtri e manutenzione
Il timer settimanale e la modalità eco valgono più del controllo via app. I filtri antipolvere si lavano ogni 2-3 settimane in estate: uno sporco taglia la portata d'aria del 10-20% e fa salire il consumo. Verifica che siano estraibili senza smontare il pannello posteriore, altrimenti smetterai presto di pulirli.
Quanto costa un'ora in ciascuna modalità
| Modalità | Assorbimento tipico | Costo orario | Quando conviene |
|---|---|---|---|
| Raffreddamento 9.000 BTU | 1,0 kW | 0,28 euro | Giugno-settembre, stanze fino a 25 m² |
| Raffreddamento 12.000 BTU | 1,3 kW | 0,36 euro | Soggiorni da 25 a 35 m² |
| Deumidificazione | 0,3-0,5 kW | 0,08-0,14 euro | Mezze stagioni, bucato in casa |
| Pompa di calore | 1,1 kW | 0,31 euro | Sopra i 5 gradi esterni, una stanza |
| Sola ventilazione | 0,04-0,06 kW | 0,02 euro | Notti sotto i 26 gradi |
I costi sono calcolati a 0,28 euro per kWh. Il conto pratico: sei ore al giorno di raffreddamento per 60 giorni con un 9.000 BTU costano circa 100 euro. Se lo usi anche d'inverno il consumo annuo raddoppia e il confronto cambia: a quel punto valuta un impianto fisso, come spiega la guida su portatile o fisso.
Quale configurazione scegliere per ogni uso
Casa abitata tutto l'anno (25-35 m²)
Serve un 12.000 BTU con pompa di calore, EER minimo 2,9 e scarico continuo della condensa. Il doppio tubo aiuta nelle stanze con una sola apertura. Fascia realistica 500-750 euro: sotto i 450 euro la pompa di calore c'è ma con potenza termica ridotta a 2 kW.
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Bastano 9.000 BTU con timer e display spegnibile. Cerca 52 dB dichiarati o meno alla massima velocità, perché in una stanza chiusa con scrivania il rumore pesa più della potenza. Fascia 330-450 euro, con ruote piroettanti se lo sposti tra due locali.
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Qui conta il peso: sotto i 25 kg lo sposti da solo e lo riponi in armadio a fine stagione. Un 7.000-9.000 BTU in classe A, con kit finestra universale e vaschetta autoevaporante, sta tra 300 e 400 euro. Evita i modelli oltre i 32 kg se ci sono scale.
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- Pagare la pompa di calore e non usarla mai. Ha senso solo se scaldi una stanza in autunno o in primavera: con i termosifoni accesi resta ferma e hai speso 80-150 euro in più.
- Fidarsi dei BTU dichiarati sulle confezioni più economiche. Sotto i 300 euro capita che i 9.000 BTU siano di picco: verifica la potenza frigorifera in kW, che deve essere almeno 2,4 kW.
- Usare la deumidificazione con la vaschetta. Con 20-30 litri al giorno la svuoteresti ogni 3-4 ore: collega il tubicino di scarico continuo verso uno scarico o un secchio da 10 litri.
- Tenerlo attaccato alla parete. La griglia posteriore ha bisogno di 30-50 cm liberi: schiacciato in un angolo ricicla aria calda e perde fino al 15% di resa.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra climatizzatore e condizionatore portatile?
Tecnicamente nessuna: cambia solo il nome commerciale. In pratica i prodotti presentati come climatizzatori includono quattro funzioni, cioè raffreddamento, deumidificazione, ventilazione e riscaldamento a pompa di calore. Quest'ultima fa salire il prezzo di 80-150 euro rispetto a un modello solo freddo.
Un climatizzatore portatile può riscaldare tutta la casa?
No. Scalda bene una stanza fino a 25-30 metri quadri finché fuori restano più di 5-7 gradi. Con 1,1 kW assorbiti rende 2,4-2,8 kW termici, ma il calore non passa nelle altre stanze: servirebbe un apparecchio per ambiente.
Serve svuotare l'acqua anche in riscaldamento?
In pompa di calore la condensa prodotta è molto minore e in gran parte esce con l'aria del tubo. In deumidificazione invece raccogli 20-30 litri al giorno: usa lo scarico continuo, perché una vaschetta da 2 litri si riempie in circa tre ore.