Saldatrici portatili inverter
Una saldatrice inverter a elettrodo pesa 4-6 kg, entra in una borsa e costa da 80 a 350 euro. E' il modo piu' economico di saldare acciaio da 2 a 8 mm ovunque ci sia una presa da 16 A. Quello che separa una macchina usabile da una frustrante non e' l'ampere di targa, ma il ciclo di lavoro reale, la presenza di hot start e arc force e la tolleranza sulla tensione di rete. Se lavori con prolunghe lunghe o con un generatore, quest'ultimo punto diventa il primo.
In breve
- Per elettrodi da 3,25 mm servono 130-140 A reali, non i 200 A stampati sul frontale.
- Guarda il ciclo di lavoro: 60 per cento a 120 A vale piu' di 20 per cento a 200 A.
- Con prolunga oltre i 25 metri usa sezione 2,5 mm quadri, altrimenti perdi 10-15 A.
- Per lavorare a generatore scegli una macchina con PFC e range 110-260 V.
I parametri che distinguono una inverter seria
1. Corrente massima e corrente utile
Le macchine da 200 A dichiarati erogano quel valore per pochi secondi. Il numero utile e' la corrente sostenibile: cerca almeno 130 A al 60 per cento di ciclo se saldi con elettrodi da 3,25 mm. Per il 2,5 mm bastano 90-100 A continui, coperti anche dalle macchine da 160 A di targa.
2. Ciclo di lavoro e temperatura di riferimento
Il ciclo si misura su dieci minuti: 60 per cento significa 6 minuti di arco e 4 di pausa. Controlla la temperatura a cui e' dichiarato: a 40 gradi il dato e' onesto, a 20 gradi e' ottimistico di circa un terzo. Se la ventola parte solo quando serve, in cantiere polveroso l'elettronica dura di piu'.
3. Hot start, arc force e anti-stick
L'hot start aumenta la corrente del 20-50 per cento per il mezzo secondo iniziale e fa innescare gli elettrodi basici senza incollare. L'arc force sostiene l'arco quando accorci troppo, l'anti-stick taglia la corrente se l'elettrodo si attacca. Sulle macchine buone i primi due sono regolabili: e' il vero salto di qualita' sopra i 150 euro.
4. Tolleranza di rete e fattore di potenza
Una inverter con PFC lavora tra 110 e 260 V, assorbe meno corrente dalla presa e non va in blocco quando la tensione cala a fine prolunga. Senza PFC, sotto i 200 V la macchina limita da sola l'uscita e l'arco diventa instabile. Verifica anche l'assorbimento in ampere: sopra i 16 A salta il magnetotermico domestico.
5. Cavi, morsetti e classe di protezione
Nei kit sotto i 120 euro i cavi sono spesso da 10 mm quadri e lunghi 2 metri: bastano per il banco, non per un cancello. Passa a 16 mm quadri e 3 metri per lato se lavori in movimento. La sigla IP21S indica protezione minima: per l'uso all'aperto serve almeno IP23S, che tollera pioggia obliqua.
Elettrodo, amperaggio e spessore: la tabella di regolazione
| Elettrodo rutile | Corrente consigliata | Spessore lamiera | Uso tipico |
|---|---|---|---|
| 1,6 mm | 40-60 A | 1-2 mm | Lamiera sottile, riparazioni fini |
| 2,0 mm | 60-80 A | 2-3 mm | Staffe, profilati leggeri |
| 2,5 mm | 80-110 A | 3-5 mm | Cancelli, telai, ferro pieno |
| 3,25 mm | 110-150 A | 5-8 mm | Carpenteria, riporti spessi |
La regola pratica e' 30-40 A per ogni millimetro di diametro dell'elettrodo. Sopra gli 8 mm di spessore conviene preparare il cianfrino e fare due passate anziche' salire di corrente. Oltre i 3,25 mm di elettrodo una portatile monofase non regge: serve una macchina trifase o il passaggio al filo continuo.
Tre configurazioni, tre esigenze diverse
Uso occasionale in casa (fino a 160 A)
Per riparare una ringhiera o un carrello bastano 160 A di targa, ciclo 30 per cento e elettrodi fino a 2,5 mm. La fascia va da 80 a 130 euro e comprende maschera a cristalli liquidi e cavi corti. Verifica solo che l'assorbimento resti sotto i 16 A: con un contatore da 3 kW la saldatura lunga fa saltare tutto.
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Qui contano i 130-140 A al 60 per cento, l'arc force regolabile e i cavi da 16 mm quadri. La fascia realistica e' 180-350 euro. Le macchine multiprocesso che aggiungono il TIG lift e il filo animato costano 60-100 euro in piu' e coprono i lavori di carrozzeria trattati nella guida alle saldatrici MIG portatili.
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Serve una macchina con PFC dichiarato e range 110-260 V, abbinata a un gruppo da almeno 5 kVA per saldare a 120 A. Con un generatore inverter l'onda e' pulita ma la potenza va sovradimensionata del 30 per cento rispetto all'assorbimento di targa, perche' i picchi d'innesco sono brevi e violenti.
Vedi le inverter con PFC per generatore su AmazonErrori da evitare
- Comprare in base agli ampere stampati sul frontale. Molte macchine da 250 A dichiarati hanno ciclo del 15 per cento: reggono 90 secondi e vanno in protezione. Guarda sempre la coppia corrente-ciclo.
- Usare una prolunga da 1,5 mm quadri. Su 30 metri la caduta di tensione supera il 6 per cento e l'arco si spegne a meta' cordone. Con 2,5 mm quadri il problema sparisce.
- Tenere gli elettrodi in garage umido. I basici assorbono umidita' in 8-10 ore e generano porosita'. Vanno in contenitore chiuso o in fornetto a 100-150 gradi.
- Attaccare la massa lontano dal punto di saldatura. La corrente cerca strade alternative e puo' passare da cuscinetti o centraline. La pinza va entro un metro dal giunto, su metallo pulito.
Domande frequenti
Quanti ampere servono per saldare un cancello in ferro?
Per profilati da 3-4 mm bastano elettrodi da 2,5 mm regolati a 90-110 A. Una macchina da 160-180 A di targa con ciclo del 40 per cento copre il lavoro senza scaldare, purche' i cavi siano da almeno 16 mm quadri.
Posso usare una saldatrice inverter con un generatore?
Si', se il gruppo eroga almeno 5 kVA continui e la macchina dichiara il PFC. Per saldare a 120 A servono circa 4 kW assorbiti: sotto quella soglia il generatore va in sovraccarico e l'arco si spegne durante l'innesco.
Meglio elettrodo rutile o basico?
Il rutile innesca facilmente e va bene per il 90 per cento dei lavori fino a 8 mm. Il basico da' cordoni piu' tenaci su acciai strutturali, ma richiede hot start, corrente superiore del 10 per cento circa e conservazione all'asciutto.